sabato 27 settembre 2014

Vassal: Washington's War

Raccontare una storia

Recentemente mi sono ritrovato a far giocare e conoscere un bellissimo wargame a due miei amici, Flavio e Ariele, via Vassal, una piattaforma online su cui, attraverso moduli, si riesce a far giocare diversi board game, soprattutto wargame.
E quindi vi parlo di questa partita a Washington's War... ;-)


Il gioco

Molto brevemente, il gioco è un card driven che ripercorre la Rivoluzione Americana. Si gioca in due: uno tiene l'Inglese e uno l'Americano.
Ogni cosa si fa attraverso le carte: attivare generali per muovere e attaccare, mettere punti di controllo degli spazi, giocare eventi presenti su alcune carte, riprendere in mano eventi propri scartati dall'avversario, portare in campo truppe di rinforzo.

Ariele ha assunto il ruolo dell'inglese e ha dovuto fare i conti con:
- controllo politico lento in quanto traccia solamente ai porti e piazza solamente adiacente a dove è già presente
- movimento navale anche in ritirata se il porto non è assediato dalla Flotta Francese
- generali forti ma pesanti da attivare
- incapacità di intercettare e ritirarsi preventivamente dalla battaglia
- maggiore facilità di superare l'inverno

Flavio invece era l'Americano e ha dovuto tenere presente:
- controllo politico e reclutamento di rinforzi molto agevole
- generale non fortissimi ma facili da attivare
- intercetto e ritirata preventiva sempre disponibili
- difficoltà durante l'inverno tranne che per Washington
- gestione della Flotta Francese per l'assedio di alcuni spazi portuali ad ogni turno

Entrambi sono alla prima partita a questo gioco.

La partita

Il primo turno inizia con una fase di studio di entrambe le parti e soprattutto un continuo ripasso sulle regole per impratichirsi.
Lo sbarco inglese vicino a Philadelfia costringe l'Americano a proteggere il Congresso Continentale.


Il secondo turno è caratterizzato da una vittoria di Washington a nord contro Howe.


Nel terzo turno, l'Americano con Greene deve tornare verso il Congresso vista la minaccia rappresentata da Cornwallis.


Inglese che comunque, sempre nel terzo turno, batte Arnold e disperde il Congresso mentre sbarca a sud con un altro generale, sfruttando il fianco scoperto dell'Americano, che ora non ha altro da fare che spostare il turno sul lato militare...


L'Americano scalza l'Inglese dalla zona del Congresso riformato, a discapito di un rafforzamento a sud dove l'Americano è completamente assente. Intanto Greene torna verso nord...


Sconfitto Howe, per l'Americano sembra mettersi molto bene...


Ma l'Inglese fa tornare Howe per stringere in un vicolo cieco Washington mentre Cornwallis torna a minacciare il Congresso Continentale.


Washington, il generale più forte Americano, viene eliminato e quella che sembrava essere una facile vittoria per l'Americano si trasforma in una ripida salita per cercare di sopravvivere.


L'Inglese di rinforza...


E inizia a minacciare seriamente l'ultimo generale a difesa del Congresso, Greene...


Greene che riesce a sconfiggere nuovamente Howe e soprattutto a portarsi ad un passo dall'entrata in campo dei Francesi, che sarebbero un toccasana per l'Americano, visto che finché rimangono da soli, seguono le stesse regole dell'Inglese per il mantenimento invernale.


Inesorabilmente, complice anche una pessima mano per l'Americano, l'Inglese spazza via le ultime unità Americane, assicurandosi anzitempo una vittoria automatica.
Le Colonie sono ancora sotto il governo di Sua Maestà.


Conclusioni

Questo gioco non è solo dannatamente divertente e molto educativo per quel che riguarda sia l'aspetto card driven, sia la gestione del controllo del territorio, sia la gestione militare. Copre ad ampio spettro tutto, anche se in maniera semplice e semplificata (visto che comunque una partita in 3 ore viene giocata).
Mark Herman è un mostro sacro e autore di We the People, Joel Toppen è uno sviluppatore e ora autore con delle idee veramente valide.
Ho sempre apprezzato di questo gioco il fatto che non spingesse solo il lato militare ma che anzi, si giocasse anche molto bene il lato politico di controllo del territorio e che la vittoria finale, salvo vittoria automatica di stampo militare, fosse totalmente in mano al controllo politico.
Dover decidere ad ogni carta quale aspetto di questa guerra andare a supportare, sapendo che repentinamente si può cambiare modo di giocare.
Sia Ariele che Flavio l'hanno apprezzato come gioco. E già questo è un buon risultato. ^^